CARISSIMI,
una breve informazione dal.... fronte etiopico.
Nei giorni scorsi, sulla stampa italiana, l'area geografica del Corno d'Africa, "SOMALIA – KENIA – ETIOPIA", e' stata definita "triangolo della morte" per la carestia, per la fame e affini.
Se noi, oggi, volessimo definire con uno stereotipo la situazione dell'Etiopia useremmo l'immagine popolare dell'inferno: luogo dove si brucia.
Durante gli ormai 42 anni di avventura di liberi battitori in comunita' con i poveri e con i malati di lebbra e di TBC e di AIDS in Eritrea- Etiopia abbiamo visto, vissuto e sofferto di tutto, dalle lotte guerrigliesche contro l'Impero e alla caduta dello stesso fino alla eliminazione fisica di Haileselassie, alle crisi di siccita' e di carestiie, ai pericoli sulle strade minate, al regime sanguinario filosovietico di Menghistu, alla caduta e alla fuga dall'Etiopia dello stesso, al succedersi degli scontri bellici,, alle varie crisi politiche e sociali di ogni genere, alla folle quanto disastrosa separazione dell'Eritrea dall'Etiopia.
Abbiamo vissuto e sofferto carenze di ogni tipo.
Ma mai avevamo vissuto la follia di questo tempo caratterizzato da uno squlibrio sociale inimmaginabile, senza precedenti, con un potere che, teoricamente si ispira al socialismo e al marxismo, ma che, di fatto, opera scelte di piena intesa con il capitalismo seguendo le regole del mercato libero e della globalizzazione selvaggia, favorendo la crescita abnorme e senza limiti dei ricconi e delle imprese straniere con privilegi ed esenzioni dalle tassazioni, perfino da quelle doganali. Intanto il "popolo basso" e' letteralmente schiacciato da continue imposte e balzelli su tutto e chi opera concretamente, con servizi di puro e vero volontariato, deve sopportare una burocrazia esasperata e tassazioni impossibili ad essere sostenute, come quella doganale se si tenta di importare beni essenziali per i poveri e per i malati indigenti.
Qui brucia tutto; brucia la vita e la speranza dei poveri.
Ogni giorno il costo della vita sale sale in maniera pazza e incontrollata. Ormai ha raggiunto livelli assolutamente insostenibili.
Il popolo stenta. mentre i capitalisti locali e stranieri ingrassano.
La forbice tra ricchi e poveri si e' allargata in misura allarmante.
Vivendo dal di dentro e in comunione reale con il popolo tartassato questa drammatica condizione, questa spaccatura-vergogna dell"umanita' , la tentazione della resa, dell'abbandono e della fuga e' incalzante. Sarebbe perfino comoda e facile. Ma sarebbe una vigliaccheria, un tradimento imperdonabile nei confronti del popolo, dei poveri, dei malati indigenti, dei bambini indifesi; sarebbe la negazione della fraternita' che l'HEWO ha posto come fondamento e come principio ispiratore irrinunciabile di ogni servizio fin dal suo nascere.
Allora, per l'HEWO, la via da seguire e' soltanto una: stare con il popolo, soddisfare la legittima domanda di aiuto, resistere, dialogare lealmente e rispettosamente con le autorita' locali p;er cercare soluzioni giuste ai problemi esistenziali, lottare con fiducia onde evitare che la speranza dei poveri sia ridotta in cenere.
Come percorrere questa strada ?
Le scelte vanno fatte ora per ora, utilizzando tutte le possibili risorse, nel rispetto della legalita' e per la difesa dei diritti fondamentali di ognuno
Confidiamo nella solidarieta' di quanti vorranno sostenere la Comunita' HEWO in questo cammino di fraternita' per la giustizia e per la difesa del diritto alla vita dignitosa della persona.
Ci fermiamo qui.
L'indignazione e' tale che ci impedisce di trovare altre parole.
Un fraterno abbraccio a tutti.
FRANCA e CARLO TRAVAGLINO.
7 settembre 2011.
come sempre le vostre parole ci giungono portando la gioia di sentirvi e, al contempo, il dono infinito e prezioso di riacquistare la vista sui nostri personali cammini aprendo una finestra verso "respiri altri" che appartengono a uomini, donne e bambini lontani ma che, grazie a voi, non possono non avvolgerci e destarci.
Le vostre voci da anni, unite alla vostra esperienza, ci raccontano e testimoniano ciò che il "mondo civilizzato, multietnico e globale" nasconde. E' vero, la tentazione di abbandonare e immergersi nelle piccolezze quotidiane è forte, spesso inebriante, ma ci condanna inequivocabilmente a un destino misero: sopravvivere.
Di questo vi ringrazio, perchè - seppur nella sofferenza, nel dolore, nella fatica - ci ricordate la bellezza della vita, quella vera, quella che ci fa riconoscere fratelli tra fratelli e non perchè legati dal sangue ma perchè legati dal cuore, dall'anima.
Finanche della vostra indignazione vi ringrazio, perchè questa indignazione "sacra" vi ha consentito di offrire voi stessi e le vostre scelte a chi è dimenticato da sempre e ha dato a ciascuno di noi la possibilità di credere che, al di là di ogni cosa che ci scuote, ci ferisce e prova a schiacciarci, può e deve esserci una voce pronta a gridare "basta!".
Forse il mondo continuerà a tessere trame di potere e denaro ma io so che la vita è altro e posso insegnarlo ai miei figli perchè l'ho visto, l'ho vissuto con voi e grazie a voi.
Guardo Nicolò e la piccola Sofia mentre si affacciano alla vita e penso ai percorsi che intraprenderanno, alle scelte che dovranno fare e prego che possano incontrare nella vita persone non sagge ma di cuore, non buone ma giuste, persone che ricordino loro l'importanza del rispetto della vita, qualsiasi sia la forma, il colore o la voce che assume.
Vi chiedo scusa, forse mi sono un pò lasciata andare ma quello a cui tengo di più è che possiate sentire la mia vicinanza, la mia solidarietà, il mio affetto.
Un abbraccio forte
Veronica e, con me, Gino, Nicolò, Sofia

18 SETTEMBRE 2010
Giornata dei prigionieri di coscienza eritrei
La campagna di informazione ASPER per l’anno 2010-2011 inizia con la diffusione
Proseguirà poi con una serie di iniziative a Napoli, Roma,
Il programma della campagna verrà pubblicato prossimamente sul sito:
Migliaia di eritrei lottano tra la vita e la morte, da anni si trovano in completo isolamento in carceri segrete di estrema sicurezza, sottoposti a maltrattamenti e tortura. Molti non sono sopravvissuti, altri sono agonizzanti. A nulla sono valsi gli appelli di Amnesty International, Human Right Watch, Reports sans Frontieres, International Red Cross e della rete internazionale formata da decine di associazioni per la tutela dei diritti umani
ll dittatore eritreo Isayas Afeworki, in ottimi rapporti con Silvio Berlusconi, li ha definiti traditori e li ha condannati senza processo. Sono persone che hanno avuto il coraggio di chiedere riforme democratiche o che hanno pacificamente espresso le proprie opinioni. A costoro, oggi si aggiungono i giovani eritrei scappati dal regime che speravano nell’asilo politico e che invece l’Italia ha respinto in Libia dove Gheddafi provvede al loro rimpatrio o all’arresto nei suoi campi di sterminio.

La dittatura
FESTIVAL ERITREI: se siete stati invitati ad un festival eritreo, assicuratevi che ciò che viene presentato come un’incontro socio -culturale non sia in realtà solo un veicolo di propaganda politica a sostegno
SITI WEB E PERIODICI : alcuni siti web e periodici quali Africus
VIAGGI E VISTI: se avete programmato un viaggio in
ASSOCIAZIONI : se entrate in contatto con associazioni di eritrei non sprecate questa magnifica occasione di amicizia, ma assicuratevi che non si tratti di emanazioni dell’ambasciata o
RIFUGIATI: i rifugiati eritrei sono scappati dal servizio militare forzato a tempo indeterminato, dai lavori forzati, da persecuzioni, da abusi. Finti rifugiati e spie
MEDIATORI CULTURALI: i mediatori culturali ed i traduttori di tigrino sono spesso collegati all’ambasciata. Rappresentano un pericolo enorme per i rifugiati e per i loro familiari in patria. Se siete in contatto con sportelli immigrazione, centri accoglienza o altro, non esitate ad informare la questura su quanto accade.
RITROVI E CENTRI ACCOGLIENZA: alcuni ritrovi e centri accoglienza per i rifugiati sono indirettamente gestiti dall’ambasciata attraverso “prestanomi” che accedono a fondi pubblici di finanziamento.
UNIVERSITA’: se frequentate le università potreste più facilmente entrare in contatto con i giovani del YPFDJ (fascia giovanile dell’unico partito al potere in
RISTORANTI: infine se siete amanti della cucina
ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI DEL POPOLO ERITREO
AL SIGNOR MINISTRO DEGLI INTERNI On.
Noi conosciamo dal di dentro e in maniera diretta la violenza della feroce dittatura dell'attuale regime eritreo; pertanto non possiamo accettare che la nostra Italia, Paese civile, si renda complice di un crimine contro l'umanita'.
Anche noi, Signor Presidente Napolitano, chiediamo che siano rispettate la Costituzione italiana e la cultura della nostra civilta' e che sia cancellata la legge italiana sui cosiddetti "respingimenti in mare" dei profughi che cercano salvezza e sia garantita la cessazione
La nostra coscienza di persone umane si ribella all'indifferenza di fronte alla sofferenza, alla tortura e alla morte violenta di fratelli indifesi.
Noi ci facciamo doverosi portavoce di chi non ha altra possibilita' di gridare ai propri simili il propriio dolore.
Speriamo di essere ascoltati.
CARLO TRAVAGLINO
CARISSIMI,
non scriviamo da molti mesi, eppure il presente messaggio è “un fuori programma”.
Un messaggio che non avremmo mai voluto inviare, perché non avremmo mai voluto che, in Etiopia, si fossero verificate le condizioni di vita che lo rendono urgente e necessario, come un ancora di salvezza.
Disperazione e speranza; paura e coraggio; Fede e dubbio; smarrimento e fiducia; fragilità e forza; gioia e dolore; luce e buio.
Vivere in queste alternanze, tutte insieme, significa acuta sofferenza interiore.
E’ la nostra esperienza esistenziale di queste settimane.
Vogliamo parteciparla a voi con la segreta speranza nel cuore di ricevere una parola di conforto, un segno di solidarietà.
Per oltre 40 anni ininterrottamente abbiamo vissuto in Eritrea e in Etiopia una vita comunitaria, complessa e intrigata, con malati di lebbra, poveri ed emarginati, prima e, poi, man mano con diseredati colpiti dalla TBC, dall’HIV-AIDS, da altre patologie gravi, con bambini disagiati; sempre con gli…ultimi, con gli scartati dalla società del perbenismo.
Per il riscatto di tutti questi fratelli sono stati attivati e periodicamente potenziati percorsi operativi nei settori della sanità, dell’educazione, dell’istruzione, del lavoro e della riabilitazione. Sono stati attivati pozzi,campi agricoli, forno per il pane, laboratorio per la manifattura della pasta, laboratorio di maglieria e tante altre iniziative vitali. I risultati hanno superato ogni aspettativa, anche la più ottimistica. Mali sociali sono stati trasformati in attiva risorsa umana: sono stati registrati cambiamenti e fermenti altamente significativi di forte impatto sociale, che non fanno parte di statistiche pubblicizzate perché nell'HEWO non si ama "strombazzare".
Ciò che importa è che sono state liberate persone dalla schiavitù della miseria e della malattia, sono state salvate vite umane, educate generazioni di bambini e ragazzi, formati ed avviati giovani ad una vita dignitosa, preparati operatori e dirigenti che guidano o comunque operano nelle nostre stesse Comunità.
Tutto è stato realizzato nella piena autonomia da ogni tipo di potere; solo e sempre grazie alla convergenza di libere e dirette testimonianze di fraterna condivisione di amici e di liberi volontari.
Ora, purtroppo, ci siamo imbattuti in una crisi senza precedenti.
Una gravissima crisi economico-finanziaria dell’intera Etiopia ( a parte il disastro della feroce dittatura in Eritrea ) che fa registrare frequenti impennate del costo della vita fino ad un aumento di oltre il 500% (incredibile !) anche per i generi di prima necessità, come il latte, la pasta, l’olio, il riso, la farina, ecc…
Una crisi che potrebbe portare il governo etiopico a dichiarare bancarotta ma che, intanto, sta portando il popolo della grande fascia debole della società alla fame, alla miseria, all’aumento di malattie infettive e da carenze, allo smarrimento, alla paura e perfino alla morte.
Noi con le nostre Comunità facciamo parte di questa fascia debole e siamo, ogni giorno più, con l’animo sospeso.
Sebbene le Comunità siano costituite in maggioranza da persone gravemente malate, spesso invalide, e da bambini, ognuno è impegnato nella misura e nella modalità possibili a contribuire a vari servizi e alla produzione di ortaggi e di frutta per sostenere in parte le spese relative a questi beni di consumo quotidiano.
Ma la contemporanea convergenza del pazzesco costo della vita, della carenza alimentare, della siccità ciclica e conseguente carestia, del crollo dell’euro sul mercato del cambio, della riduzione degli aiuti che riusciamo a reperire, costituisce un esplosivo che rischia di far saltare la stessa vita dell’HEWO con tutti i servizi e i programmi assicurati ai fratelli bisognosi in maniera totalmente gratuita, come atto di giustizia nei loro confronti.
Abbiamo paura; siamo confusi; la preoccupazione è come un macigno sul nostro cuore.
Mai, in una forma così grave e drammatica, questo ci era capitato nei passati 40 anni di vita comunitaria con i poveri, con i malati, con i diseredati soprattutto in Etiopia.
Oggi abbiamo paura; siamo terrorizzati; lo confessiamo.
Paura della nostra debolezza, della nostra fragilità, della mancanza di fratelli disposti alla condivisione, della carenza di mezzi.
Paura delle proposte dei responsabili locali dei servizi comunitari, i quali ipotizzano perfino "chiusure di servizi ai malati e ai bambini".
Chiudere la porta dell'accoglienza e del soccorso a poveri colpiti da gravi malattie o da disgrazia di altro tipo e ai bambini vittime della fame e destinati a morire se non nutriti ?
Non riusciamo neppure a pensarlo senza vergognarci di essere persone umane.
E allora ?
Non abbiamo contatti con poteri forti cui rivolgerci e non li cerchiamo perché non possiamo mettere in vendita la dignità, la povertà e la sofferenza di fratelli malati e disagiati.
Un potere forte questo ci chiederebbe!
Allora, chiediamo a quanti di voi credono in Dio, di rivolgere al Signore una forte preghiera di intercessione perché non distolga il Suo sguardo misericordioso dalla vita delle nostre Comunità, soprattutto in questa fase veramente drammatica del percorso esistenziale
E a tutti e a ciascuno con semplicità chiediamo, nella misura possibile, di offrirci, in piena libertà, un segno straordinario di solidale condivisione per aiutarci a non soccombere sotto i colpi della crisi.
Il Signore ricompenserà tutti, indistintamente.
Un proverbio etiopico recita: “Chi dona ai poveri presta a Dio”.
Se qualcuno di voi vuole inviare il proprio segno di solidarietà direttamente alla Comunità HEWO in Etiopia ecco le coordinate bancarie:
HEWO-QUIHA
C/C n, Z11C01001283 ( old n. C03182 )
COMMERCIAL BANK of ETHIOPIA
BRANCH of
MEKELE ( Ethiopia)
Cod. SWIFT: CBETETAA.
Chi volesse un contatto diretto con noi, saremo in Italia fino al 10 giugno p.v.; pertanto può contattarci ai seguenti numeri telefonici : tel.fisso 062053971; cellulare: 339.8195811.
L’indirizzo postale è:
FRANCA e CARLO TRAVAGLINO
VIA degli ARCHETTI DI TORRENOVA, 27
00133 ROMA.
Il nostro indirizzo e-mail (valido sempre anche dopo il 10 giugno quando saremo in Etiopia) è : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Con la speranza neo cuore del vostro conforto vi ringraziamo e vi salutiamo affettuosamente con un abbraccio.
FRANCA e CARLO TRAVAGLINO.
Maggio 2010
- effettuare bonifici diretti all'H.E.W.O. utilizzando i seguenti dati:
- oppure devolvere il 5 per mille delle tue imposte all'Associazione ONLUS "H.E.W.O Modena".
L'Associazione "HEWO Modena – Solidarietà per lo Sviluppo – ONLUS" di cui faccio parte, è impegnata da 26 anni per sviluppare interventi socio-sanitari ed educativi in Etiopia ed Eritrea.
Ti chiedo, se lo vorrai, di sostenere la nostra attività devolvendo il 5 per mille delle tue imposte alla nostra Associazione ONLUS.
Senza pagare un euro in più, ti basterà indicare il nostro CODICE FISCALE 93009080362 nell'apposita casella della tua dichiarazione e apporre la tua firma.
Lo scorso anno grazie anche al "passa parola" sono stati 632 gli amici che hanno voluto sostenere i nostri interventi verso poveri, ammalati e bambini devolvendo in nostro favore il loro 5 per mille.
GRAZIE!
Ti saremo estremamente grati se vorrai sostenerci oltre che direttamente, anche divulgando il nostro invito ai tuoi amici e conoscenti attraverso il volantino allegato o facendo girare questa mail.
Grazie e a presto
Giancarlo Bertacchini


