HEWO'S MOTTO
 GO TO THE PEOPLE-  LIVE AMONG THEM-  LEARN FROM THEM-  LOVE THEM-  SERVE THEM-  PLAN WITH THEM- 
START WITH WHAT THEY KNOW-   BUILD ON WHAT THEY HAVE

 

UNA  SOFFERTA LETTERA  
                                                                                     6 Settembre 2011

CARISSIMI,

una breve informazione dal.... fronte etiopico.

Nei giorni scorsi, sulla stampa italiana, l'area geografica del Corno d'Africa, "SOMALIA – KENIA – ETIOPIA", e' stata definita "triangolo della morte" per la carestia, per la fame e affini.

Se noi, oggi, volessimo definire con uno stereotipo la situazione dell'Etiopia useremmo l'immagine popolare dell'inferno: luogo dove si brucia.

Durante gli ormai 42 anni di avventura di liberi battitori in comunita' con i poveri e con i malati di lebbra e di TBC e di AIDS in Eritrea- Etiopia abbiamo visto, vissuto e sofferto di tutto, dalle lotte guerrigliesche contro l'Impero e alla caduta dello stesso fino alla eliminazione fisica di Haileselassie, alle crisi di siccita' e di carestiie, ai pericoli sulle strade minate, al regime sanguinario filosovietico di Menghistu, alla caduta e alla fuga dall'Etiopia dello stesso, al succedersi degli scontri bellici,, alle varie crisi politiche e sociali di ogni genere, alla folle quanto disastrosa separazione dell'Eritrea dall'Etiopia.

Abbiamo vissuto e sofferto carenze di ogni tipo.

Ma mai avevamo vissuto la follia di questo tempo caratterizzato da uno squlibrio sociale inimmaginabile, senza precedenti, con un potere che, teoricamente si ispira al socialismo e al marxismo, ma che, di fatto, opera scelte di piena intesa con il capitalismo seguendo le regole del mercato libero e della globalizzazione selvaggia, favorendo la crescita abnorme e senza limiti dei ricconi e delle imprese straniere con privilegi ed esenzioni dalle tassazioni, perfino da quelle doganali. Intanto il "popolo basso" e' letteralmente schiacciato da continue imposte e balzelli su tutto e chi opera concretamente, con servizi di puro e vero volontariato, deve sopportare una burocrazia esasperata e tassazioni impossibili ad essere sostenute, come quella doganale se si tenta di importare beni essenziali per i poveri e per i malati indigenti.

Qui brucia tutto; brucia la vita e la speranza dei poveri.

Ogni giorno il costo della vita sale sale in maniera pazza e incontrollata. Ormai ha raggiunto livelli assolutamente insostenibili.

Il popolo stenta. mentre i capitalisti locali e stranieri ingrassano.

La forbice tra ricchi e poveri si e' allargata in misura allarmante.

Vivendo dal di dentro e in comunione reale con il popolo tartassato questa drammatica condizione, questa spaccatura-vergogna dell"umanita' , la tentazione della resa, dell'abbandono e della fuga e' incalzante. Sarebbe perfino comoda e facile. Ma sarebbe una vigliaccheria, un tradimento imperdonabile nei confronti del popolo, dei poveri, dei malati indigenti, dei bambini indifesi; sarebbe la negazione della fraternita' che l'HEWO ha posto come fondamento e come principio ispiratore irrinunciabile di ogni servizio fin dal suo nascere.

Allora, per l'HEWO, la via da seguire e' soltanto una: stare con il popolo, soddisfare la legittima domanda di aiuto, resistere, dialogare lealmente e rispettosamente con le autorita' locali p;er cercare soluzioni giuste ai problemi esistenziali, lottare con fiducia onde evitare che la speranza dei poveri sia ridotta in cenere.

Come percorrere questa strada ?

Le scelte vanno fatte ora per ora, utilizzando tutte le possibili risorse, nel rispetto della legalita' e per la difesa dei diritti fondamentali di ognuno

Confidiamo nella solidarieta' di quanti vorranno sostenere la Comunita' HEWO in questo cammino di fraternita' per la giustizia e per la difesa del diritto alla vita dignitosa della persona.

Ci fermiamo qui.

L'indignazione e' tale che ci impedisce di trovare altre parole.

Un fraterno abbraccio a tutti.

FRANCA e CARLO TRAVAGLINO.

 

 

 

 


7 settembre 2011.

 

Carissimi Franca e Carlo,
come sempre le vostre parole ci giungono portando la gioia di sentirvi e, al contempo, il dono infinito e prezioso di riacquistare la vista sui nostri personali cammini aprendo una finestra verso "respiri altri" che appartengono a uomini, donne e bambini lontani ma che, grazie a voi, non possono non avvolgerci e destarci.
Le vostre voci da anni, unite alla vostra esperienza, ci raccontano e testimoniano ciò che il "mondo civilizzato, multietnico e globale" nasconde. E' vero, la tentazione di abbandonare e immergersi nelle piccolezze quotidiane è forte, spesso inebriante, ma ci condanna inequivocabilmente a un destino misero: sopravvivere.
Di questo vi ringrazio, perchè - seppur nella sofferenza, nel dolore, nella fatica - ci ricordate la bellezza della vita, quella vera, quella che ci fa riconoscere fratelli tra fratelli e non perchè legati dal sangue ma perchè legati dal cuore, dall'anima.
Finanche della vostra indignazione vi ringrazio, perchè questa indignazione "sacra" vi ha consentito di offrire voi stessi e le vostre scelte a chi è dimenticato da sempre e ha dato a ciascuno di noi la possibilità di credere che, al di là di ogni cosa che ci scuote, ci ferisce e prova a schiacciarci, può e deve esserci una voce pronta a gridare "basta!".
Forse il mondo continuerà a tessere trame di potere e denaro ma io so che la vita è altro e posso insegnarlo ai miei figli perchè l'ho visto, l'ho vissuto con voi e grazie a voi.
Guardo Nicolò e la piccola Sofia mentre si affacciano alla vita e penso ai percorsi che intraprenderanno, alle scelte che dovranno fare e prego che possano incontrare nella vita persone non sagge ma di cuore, non buone ma giuste, persone che ricordino loro l'importanza del rispetto della vita, qualsiasi sia la forma, il colore o la voce che assume.
Vi chiedo scusa, forse mi sono un pò lasciata andare ma quello a cui tengo di più è che possiate sentire la mia vicinanza, la mia solidarietà, il mio affetto.
Un abbraccio forte
Veronica e, con me, Gino, Nicolò, Sofia
 




 

 

 



 
 
 
 
18 settembre 2010
 
Italia-Eritrea.jpg
 

18 SETTEMBRE 2010

Giornata dei prigionieri di coscienza eritrei

La campagna  di informazione ASPER per l’anno 2010-2011 inizia con la diffusione del presente volantino davanti all’Ambasciata Eritrea a Roma in Via  Boncompagni 16,   in occasione della giornata internazionale dei prigionieri di coscienza eritrei.

Proseguirà poi con una serie di iniziative a Napoli, Roma, Bari, Bergamo, Ancona, Catania, Lampedusa.

 Il programma della campagna verrà pubblicato prossimamente sul sito: 

www.asper-eritrea.com  

 Migliaia di eritrei lottano tra la vita e la morte, da anni si trovano in completo isolamento in carceri segrete di estrema sicurezza, sottoposti a maltrattamenti e tortura. Molti non sono sopravvissuti, altri sono agonizzanti. A nulla sono valsi gli appelli di Amnesty International, Human Right Watch, Reports sans Frontieres,  International Red Cross e della rete internazionale formata da decine di associazioni per la tutela dei diritti umani del popolo eritreo.

ll dittatore eritreo Isayas Afeworki, in ottimi rapporti con Silvio Berlusconi, li ha definiti traditori e li ha condannati senza processo. Sono persone che  hanno avuto il coraggio di chiedere riforme democratiche o che hanno pacificamente espresso le proprie opinioni. A costoro, oggi si  aggiungono i giovani eritrei  scappati dal regime che speravano nell’asilo politico e che invece l’Italia ha respinto in Libia dove Gheddafi provvede al loro rimpatrio o all’arresto nei suoi campi di sterminio.

 

dittatore-Berlusca

 

La dittatura del presidente Isayas Afewerki è sempre più totalitaria ed oppressiva e la sua violenza si estende anche in Italia. Mentre politici ed imprenditori italiani corteggiano il dittatore, un fitto servizio di intelligence coordinato dalle ambasciate e dai consolati svolge attività di controllo su ogni territorio mettendo a grave rischio i rifugiati politici e gli attivisti per i diritti umani che denunciano i soprusi e la scelleratezza del regime eritreo.

Un decalogo per non diventare vittime della propaganda del regime eritreo in Italia
 

FESTIVAL ERITREI: se siete stati invitati ad un festival eritreo,  assicuratevi che ciò che viene presentato come un’incontro socio -culturale non sia  in realtà solo un veicolo di propaganda politica a sostegno del governo dittatoriale. L’attrice Zeudi Araya  è spesso madrina di tali eventi. 

SITI WEB E PERIODICI : alcuni siti web e periodici quali Africus Eritrea (in italiano) sono ufficialmente i portavoce della dittatura eritrea in Italia (tra i principali responsabili Stefano Pettini, Lidia Corbezzolo e  Antioco Lusci). 

VIAGGI E VISTI: se avete programmato un viaggio in Eritrea chiedete informazioni sugli alberghi in cui sarete alloggiati (Vedi Afronine – Milano). Alcuni alberghi sono stati costruiti da giovani costretti ai lavori forzati.  Quando richiedete il visto per l’Eritrea chiedete anche spiegazioni su quali saranno i percorsi autorizzati alle visite turistiche. Siate consapevoli che la maggior parte del territorio è chiuso alle visite per la presenza di carceri segrete e campi di concentramento. 

ASSOCIAZIONI : se entrate in contatto con associazioni di eritrei non sprecate questa magnifica occasione di amicizia, ma assicuratevi che non si tratti di emanazioni dell’ambasciata o del consolato. Alcune associazioni filogovernative sono completamente controllate dal regime ed in questo caso avreste un’idea distorta di ciò che è la vera cultura eritrea

RIFUGIATI: i rifugiati eritrei sono scappati dal servizio militare forzato a tempo indeterminato, dai lavori forzati, da persecuzioni, da abusi. Finti rifugiati e spie del regime si infiltrano nei centri di accoglienza, nelle case occupate e dovunque ci siano rifugiati per minacciarli, ricattarli e perseguitarli anche su territorio italiano. In un paese che non assiste i rifugiati, ma addirittura li respinge, è dovere di ogni cittadino conoscere questa realtà e non esitare a denunciare episodi  di violenza fisica o psicologica ai danni dei rifugiati. 

MEDIATORI CULTURALI: i mediatori culturali ed i traduttori di tigrino sono spesso collegati all’ambasciata. Rappresentano un pericolo enorme per i rifugiati e per i loro familiari in patria. Se siete in contatto con sportelli immigrazione, centri accoglienza o altro, non esitate ad informare la questura su quanto accade.

RITROVI E CENTRI ACCOGLIENZA: alcuni ritrovi e centri accoglienza per i rifugiati sono indirettamente gestiti  dall’ambasciata attraverso “prestanomi” che accedono a fondi pubblici di finanziamento. 

UNIVERSITA’: se frequentate le università potreste più facilmente entrare in contatto con i giovani del YPFDJ (fascia giovanile dell’unico partito al potere in Eritrea da quasi 20 anni). Si incontrano periodicamente e  usano strutture democratiche per sostenere la dittatura in Eritrea. Molti di loro sono violenti e arroganti. Si mascherano dietro associazioni umanitarie ed è facile cadere nei loro inganni. 

RISTORANTI:  infine se siete amanti della cucina eritrea o per la prima volta volete assaggiare lo zighini e  l’ingera, cercate di privilegiare  i ristoranti i cui proprietari lanciano messaggi di pace e di giustizia e non di sostegno alla dittatura.

www.asper-eritrea.com      

ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI DEL POPOLO ERITREO


 
AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  On. NAPOLITANO.


AL SIGNOR MINISTRO DEGLI INTERNI  On. MARONI


Noi sottoscritti CARLO TRAVAGLINO e FRANCA PESCE TRAVAGLINO, cittadini italiani, impegnati in Eritrea fin dal novembre 1969 per un servizio di volontariato,  libero e puro, ai bambini diseredati e  ai malati di lebbra, di TBC e di  altre patologie gravi tra cui, oggi, l'infezione da HIV, ci associamo con determinazione all'appello di quanti stanno segnalando le violenze e il massacro dei prigionieri eritrei in Libia; tra di loro vi sono coloro che sono stati respinti in mare dall'Italia verso il Paese dal quale sono fuggiti, condannandoli, cosi', a sofferenze atroci fino alla morte.

Noi conosciamo dal di dentro e in maniera diretta  la violenza della feroce dittatura  dell'attuale regime eritreo; pertanto non possiamo accettare che la nostra Italia, Paese civile,  si renda complice di un crimine contro l'umanita'.

Anche noi, Signor Presidente Napolitano, chiediamo che siano rispettate la Costituzione italiana e la cultura della nostra civilta' e che sia cancellata la legge italiana sui cosiddetti "respingimenti in mare" dei profughi che cercano salvezza e sia garantita la cessazione  del massacro dei prigionieri eritrei in Libia.

La nostra coscienza di persone umane si ribella all'indifferenza di fronte alla sofferenza, alla tortura e alla morte violenta di fratelli indifesi.

Noi ci facciamo doverosi portavoce di chi non ha altra possibilita' di gridare ai propri simili il propriio dolore.

Speriamo di essere ascoltati.


CARLO TRAVAGLINO

FRANCA PESCE TRAVAGLINO

 
MESSAGGIO MOLTO URGENTE: Condividete il più possibile, per favore!
 
 
LETTERA APERTA AGLI  AMICI DELLE COMUNITA' "HEWO"   DI ERITREA E DI ETIOPIA
 
 

CARISSIMI,

non scriviamo da molti mesi, eppure il presente messaggio è “un fuori programma”.

Un messaggio che non avremmo mai voluto inviare, perché non avremmo mai voluto che, in Etiopia,  si fossero verificate le condizioni di vita che lo rendono urgente e necessario, come un ancora di salvezza.

Disperazione e speranza; paura e coraggio; Fede e dubbio; smarrimento e fiducia; fragilità e forza; gioia e dolore; luce e buio.

Vivere in queste alternanze, tutte insieme, significa acuta sofferenza interiore.

E’ la nostra esperienza esistenziale di queste settimane.

Vogliamo parteciparla a voi con la segreta speranza nel cuore di ricevere una parola di conforto, un segno di solidarietà.

Per oltre 40 anni ininterrottamente abbiamo vissuto in Eritrea e in Etiopia una vita comunitaria,  complessa e intrigata,  con malati di lebbra, poveri ed emarginati, prima e, poi, man mano con diseredati colpiti dalla TBC, dall’HIV-AIDS, da altre patologie gravi, con bambini disagiati; sempre con gli…ultimi, con gli scartati dalla società del perbenismo.

Per il riscatto di tutti questi fratelli sono stati attivati e periodicamente potenziati percorsi operativi nei settori della sanità, dell’educazione, dell’istruzione,  del lavoro e della riabilitazione. Sono stati attivati pozzi,campi agricoli, forno per il pane, laboratorio per la manifattura della pasta, laboratorio di maglieria e tante altre iniziative vitali. I risultati hanno superato ogni aspettativa, anche la più ottimistica. Mali sociali sono stati trasformati in attiva risorsa umana: sono stati registrati cambiamenti e fermenti altamente significativi di forte impatto sociale, che non fanno parte di statistiche pubblicizzate perché nell'HEWO non si ama "strombazzare".

Ciò che importa è che sono state liberate persone dalla schiavitù della miseria e della malattia, sono state salvate vite umane, educate generazioni di bambini e ragazzi, formati ed avviati giovani ad una vita dignitosa, preparati operatori e dirigenti che guidano o comunque operano nelle nostre stesse Comunità.

Tutto è stato realizzato nella piena autonomia da ogni tipo di potere; solo e sempre grazie alla convergenza di libere e dirette testimonianze di fraterna condivisione di amici e di liberi volontari.

Ora, purtroppo,  ci siamo imbattuti in una crisi senza precedenti.

Una gravissima crisi economico-finanziaria dell’intera Etiopia ( a parte il disastro della feroce dittatura in Eritrea ) che fa registrare frequenti impennate del costo della vita fino ad un aumento di oltre il 500% (incredibile !) anche per i generi di prima necessità, come il latte, la pasta, l’olio, il riso, la farina, ecc…

Una crisi che potrebbe portare il governo etiopico a dichiarare bancarotta ma che, intanto, sta portando il popolo della grande fascia debole della società alla fame, alla miseria, all’aumento di malattie infettive e  da carenze, allo smarrimento, alla paura e perfino alla morte.

Noi con le nostre Comunità facciamo parte di questa fascia debole e siamo, ogni giorno più, con l’animo sospeso.

Sebbene le Comunità siano costituite in maggioranza da persone gravemente malate, spesso invalide, e da bambini, ognuno è impegnato nella misura e nella modalità possibili a contribuire a vari servizi e alla produzione di ortaggi e di frutta per sostenere in parte le spese relative a questi beni di consumo quotidiano.

Ma la contemporanea convergenza del pazzesco costo della vita, della carenza alimentare, della siccità ciclica e conseguente carestia, del crollo dell’euro sul mercato del cambio, della riduzione degli aiuti che riusciamo a reperire, costituisce un esplosivo che rischia di far saltare la stessa vita dell’HEWO con tutti i servizi e i programmi assicurati ai fratelli bisognosi in maniera totalmente gratuita, come atto di giustizia nei loro confronti.

Abbiamo paura; siamo confusi; la preoccupazione è come un macigno sul nostro cuore.

Mai, in una forma così grave e drammatica,  questo ci era capitato nei passati  40 anni di vita comunitaria con i poveri, con i malati, con i diseredati soprattutto  in Etiopia.

Oggi abbiamo paura; siamo terrorizzati; lo confessiamo.

Paura della nostra debolezza, della nostra fragilità, della mancanza di fratelli disposti alla condivisione, della carenza di mezzi.

Paura delle proposte dei responsabili locali dei servizi comunitari, i quali ipotizzano perfino "chiusure di servizi ai malati e ai bambini".

Chiudere la porta dell'accoglienza e del soccorso a poveri colpiti da gravi malattie o da  disgrazia di altro tipo  e ai bambini vittime della fame e  destinati a morire se non nutriti ?

Non riusciamo neppure a pensarlo senza vergognarci di essere persone umane. 

E allora ?

Non abbiamo contatti con poteri forti cui rivolgerci e non li cerchiamo perché non possiamo mettere in vendita la dignità, la povertà e la sofferenza di fratelli malati e disagiati.

Un potere forte questo ci chiederebbe!

Allora, chiediamo a quanti di voi credono in Dio, di rivolgere al Signore  una forte preghiera di intercessione perché non distolga il Suo sguardo misericordioso dalla vita delle nostre Comunità, soprattutto in questa fase veramente drammatica del percorso esistenziale

E a tutti e a ciascuno con semplicità chiediamo, nella misura possibile, di offrirci, in piena libertà, un segno straordinario di solidale condivisione per aiutarci a non soccombere sotto i colpi della crisi.

Il Signore ricompenserà tutti, indistintamente.

Un proverbio etiopico recita: “Chi dona ai poveri presta a Dio”.

  

Se qualcuno di voi vuole inviare il proprio segno di solidarietà direttamente alla Comunità HEWO in Etiopia ecco le coordinate bancarie:

  

HEWO-QUIHA 

C/C n, Z11C01001283  ( old n. C03182 ) 

COMMERCIAL  BANK of  ETHIOPIA 

BRANCH of 

MEKELE ( Ethiopia)

Cod. SWIFT: CBETETAA.

  

Chi volesse un contatto diretto con noi, saremo in Italia fino al 10 giugno p.v.; pertanto può contattarci ai seguenti numeri telefonici : tel.fisso 062053971; cellulare: 339.8195811.

L’indirizzo postale è:

         FRANCA e CARLO TRAVAGLINO

VIA degli ARCHETTI DI TORRENOVA, 27

00133  ROMA.

  

Il nostro indirizzo  e-mail  (valido  sempre anche dopo il 10 giugno quando saremo in Etiopia) è : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Con la speranza neo cuore del vostro conforto vi ringraziamo e vi salutiamo affettuosamente con un abbraccio.

FRANCA e CARLO TRAVAGLINO.

Maggio 2010

 

 
 
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 Se vuoi aiutarci a sviluppare i nostri interventi e programmi puoi:
  • effettuare bonifici diretti all'H.E.W.O. utilizzando i seguenti dati:
HEWO-QUIHA C/C n. Z11C01001283  ( old  n. C03182 ) COMMERCIAL BANK OF ETHIOPIA  -  BRANCH OF MEKELE  TIGRAY  ETHIOPIA
- CODICE SWIFT: CBETETAA
 
  • oppure devolvere il 5 per mille delle tue imposte all'Associazione ONLUS "H.E.W.O Modena".

L'Associazione "HEWO Modena – Solidarietà per lo Sviluppo – ONLUS" di cui faccio parte, è impegnata da 26 anni per sviluppare interventi socio-sanitari ed educativi in Etiopia ed Eritrea.

Ti chiedo, se lo vorrai, di sostenere la nostra attività devolvendo il 5 per mille delle tue imposte alla nostra Associazione ONLUS.

Senza pagare un euro in più, ti basterà indicare il nostro CODICE FISCALE  93009080362 nell'apposita casella della tua dichiarazione e apporre la tua firma.

Lo scorso anno grazie anche al "passa parola" sono stati 632 gli amici che hanno voluto sostenere i nostri interventi verso poveri, ammalati e bambini devolvendo in nostro favore il loro 5 per mille.

                                                          GRAZIE!

Ti saremo estremamente grati se vorrai sostenerci oltre che direttamente, anche divulgando il nostro invito ai tuoi amici e conoscenti attraverso il volantino allegato o facendo girare questa mail.

Grazie e a presto

Giancarlo Bertacchini


 

 
8 luglio 2010
 
 

 

 

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